Una ha morso la mela di Newton, l’altra ha aperto quella “finestra” al grande pubblico. Una ha creato il Mac, l’iPhone e l’iPad. L’altra il sistema operativo Windows, l’Xbox, e il Surface. Stiamo parlando di due giganti dell’high-tech che non hanno bisogno di presentazioni: Apple e Microsoft. Da sempre pronte a sfidarsi a colpi di hardware, software e… pubblicità (s)corrette.

Ti lascio per un altro: la campagna SWITCH.

Tutto ebbe inizio nel lontano 2002 con la campagna “Switch” di Apple. Nello spot persone diverse spiegano i motivi che le hanno portate a passare da Microsoft a Apple. I commenti – reali – furono estrapolati da un sito creato per l’occasione.

Nonostante l’originalità, questa campagna non fu molto efficace e fu eliminata già nel 2003.

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Non sei tu, sono io: GET A MAC, una campagna che ha fatto storia.

È proprio dalle ceneri di “Switch” che, nel 2006, la Apple ha avuto il suo vero colpo di genio – in ambito pubblicitario, si intende. Stiamo parlando della famosa campagna “Get a Mac”.

Su uno sfondo bianco minimalista, un uomo con abiti casual si presenta con l’iconica frase “Ciao, io sono un Mac”, mentre un altro, vestito in maniera estremamente formale, si presenta con “E io sono un PC.”

Si capisce fin da subito dove lo spot vuole andare a parare. Tra i due c’è un breve botta e risposta in cui vengono confrontate le capacità del Mac in contrapposizione a quelle del PC. Lo scopo è quello di presentare il PC come qualcosa di macchinoso e orientato principalmente al lavoro, associato ad utenti nerd e un po’ sfigati. E il Mac, invece, come qualcosa di veloce, performante, adatto sia al lavoro che al divertimento, per utenti giovani, creativi e cool.

Nella versione originale americana gli attori protagonisti sono Justin Long ne ruolo del Mac e l’umorista John Hodgman nei panni del PC.

Di seguito alcuni spot della campagna trasmessi anche in Italiano.

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Secondo lo studio di Kelton Rhoads (Get-A-Mac Campaign Analysis, scaricabile in pdf) un mese dopo l’inizio della campagna “Get a Mac”, Apple ha registrato un aumento complessivo delle vendite del 39%. Niente male, no?

Prima di “I’m Iron Man” c’era “I’m a Pc”.

Visto l’enorme successo (ma enorme davvero) della campagna Apple “Get a Mac”, Microsoft, nel 2009, pensò bene di cavalcare l’onda e provare a capovolgere la situazione con gli spot “I’m a PC”.

La campagna mostra come gli utenti di un PC possano essere persone di ogni tipo e di qualunque posto nel mondo. Microsoft cercò di liberarsi dallo stereotipo creato dalla campagna Apple e di rendere il pc qualcosa di adatto ad ogni persona. Chiunque essa sia.

Ad aprire gli spot c’era Sean Siler, un vero dipendente Microsoft molto somigliante a John Hodgman , la controparte “pc” negli spot  della Apple.

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Un recensore d’eccezione: Mackenzie “Mac” Book

Nel 2019 Microsoft ci riprova con lo spot Meet Mackenzie “Mac” Book in cui un fantomatico Mackenzie Book, detto “Mac”, elogia le potenzialità del Surface Laptop 2. E se lo dice uno che si chiama Mac Book, come fare a non credergli?

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Le regole sono fatte per essere infrante: l’iPad te lo dimostra.

In questo spot del 2020, Apple ci spiega come usare correttamente un pc, mentre ci mostra come il nuovo iPad ignori tutte queste regole senza nessun tipo di problema. Memorabile il claim: “Il tuo prossimo computer, non è un computer.” Non si fa riferimento direttamente alla storica rivale, ma insomma, l’intenzione sembra subito chiara.

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Piaciuta questa sfida? Abbiamo raccolto solo alcuni degli esempi di pubblicità comparativa fra Apple e Microsoft. Facci sapere se secondo te abbiamo dimenticato qualcosa di “indimenticabile” e continua a seguirci per altre grandi sfide pubblicitarie!

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