Inutile girarci intorno: l’Instant Marketing è una tecnica di comunicazione che, se fatta bene e con buon senso, riesce a colpire e a conquistare l’attenzione. Sempre più brand utilizzano la visibilità data da eventi reali per promuovere i propri prodotti o servizi, con risultati non sempre convincenti.

I Social Network sono un media che stimola la condivisione e la viralità dei contenuti. L’Instant Marketing, o Real Time Marketing che dir si voglia, nasce proprio per sfruttare al massimo questo potenziale. Ci sono argomenti che, per un motivo o per un altro, catalizzano l’attenzione generale durante un determinato periodo di tempo. Harry e Meghan che lasciano la famiglia reale, l’autodistruzione dell’opera di Bansky o – negli ultimi giorni – il Coronavirus. Tra colpi di genio e cadute di stile, ecco alcuni brand che hanno “colto l’attimo”.

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In questi casi il tempismo è tutto. Bisogna esserci prima che ci siano gli altri e, soprattutto, prima che l’appeal dato da quell’argomento svanisca nel polverone della rete. Proprio per questo a volte l’Instant è così Instant che si è costretti a correggere il tiro successivamente. Un esempio ce lo ha dato Taffo – agenzia di onoranze funebri che ha fatto dell’Instant Marketing il suo cavallo di battaglia –  pubblicando un post e cancellandolo subito dopo.

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Ultimamente ci siamo molto interrogati sull’efficacia e sulla necessità di dover sempre rincorrere “l’effetto wow”, cavalcando l’evento mediatico di turno.

È realmente utile?

Qual è il limite fra coraggio e incoscienza?

E tra buono e cattivo gusto?

E il Coronavirus come è stato gestito nell’Instant Marketing? Ecco qualche esempio, giusto per farsi un’idea.

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